Storytelling: è importante nella tua strategia?

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Storytelling: un argomento complesso e dinamico. Quando e per chi è necessario applicare le tecniche di narrazione d’impresa?

Lo storytelling è una metodologia che favorisce la costruzione di una relazione fra brand e azienda, perché aumenta le possibilità che si generi empatia. L’engagement tanto ricercato dai marketers.

Importante nel rapporto tra azienda e utente, lo storytelling è utile anche all’interno dell’azienda stessa.
applicarlo, infatti, può essere fondamentale anche per la comunicazione interna perché favorisce la costruzione di una relazione più empatica: un dipendente non è sempre ben disposto nei confronti delle comunicazioni aziendali, o dei programmi formativi, o simili. Lo storytelling può esser utile per attrarre la sua attenzione e coinvolgerlo con più efficacia. Un blog aziendale, potrebbe essere la strada giusta, proprio per far sentire tutti più coinvolti in ciò che fa l’azienda.

Se costruisci una strategia di content marketing ben organizzata, hai l’opportunità di distinguerti.
Il mondo del web è oramai saturo, pertanto saper diversificare è un vantaggio non da poco.
Il principale plus è di fare sognare le persone, presentando l’azienda con una veste umana e un preciso ruolo nella società. Fin dalle sue origini come disciplina codificata il marketing ha un problema di reputazione, e incontra la barriera di diffidenza degli individui. Ecco perché marche e organizzazioni devono prendere posizione rispetto alla realtà e alla cultura: non c’è più spazio per entità piatte, senza personalità. Le aziende devono avere qualcosa da dire.

Quindi la sfida per le aziende non è più solo quella di realizzare contenuti, ma essere efficaci, essere capaci, cioè, di produrre i contenuti giusti al posto giusto, al momento giusto a supporto della propria offerta di beni o servizi. Ecco un esempio:

barilla-lasagna-facebook

Riferimento calcistico di Barilla su Facebook

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Oscar 2016: Barilla tifava Di Caprio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco una checklist a 10 punti che personalmente utilizzo e ti consiglio di utilizzare per riconoscere e progettare contenuti di engagement: 

  • Ritmo: è stimolante?
  • Semplicità: è facile e immediato da capire, nella forma e nel significato?
  • Associazione: è strettamente legato alle associazioni di marca e all’universo semantico del brand?
  • Bellezza: è bello da vedere?
  • Riconoscibilità: spicca tra la folla?
  • Azionabilità: ci spinge a svolgere la call to action verosimilmente contenuta al suo interno?
  • Provocazione: stimola un pensiero, un discorso, un’opinione?
  • Teasing: lascia il giusto pizzico di curiosità?
  • Rilevanza: è capace di sintonizzarsi nell’hic et nunc dell’audience all’ascolto
  • Accessibilità: è fruibile, indipendentemente dal device di accesso, dal tempo a disposizione e dai diversi ‘rumori di fondo’?

Tieni a mente questi 10 punti per creare le basi della tua content stategy.

Nel prossimo articolo approfondiremo ogni singolo punto. Stay Tuned!!!!

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